La sepoltura avverrà in loculi, tombe e cappelle private, ossia opere murarie generalmente in calcestruzzo, dove il cofano sarà sigillato all’interno da pietre o piastra in cemento. La salma dovrà essere racchiusa in duplice cassa, una in legno e l’altra in zinco ermeticamente stagnato. Il periodo di osservazione previsto dalla legge è di 30 anni, dopo i quali il Comune può procedere alla estumulazione ordinaria e ridurre la salma ponendo lo scheletro in cassette di metallo.

La Tumulazione è il tipo di sepoltura che meno favorisce la decomposizione, alcuni comuni hanno aumentato la durata delle concessioni in loculo da 30 a 40 anni.

Quasi il 100% delle salme estumulate dopo 30 anni risultano non decomposte e necessitano di essere inumate a terra per un periodo di almeno 5 anni, è possibile in alternativa cremare i resti o ricoprire la cassa per tumularla nuovamente.

La sepoltura in inumazione avverrà in una fossa scavata in un’area designata ed il cofano dovrà essere in legno dolce per favorire l’ossigenazione e l’umidità. Il periodo di osservazione previsto dalla legge è di 10 anni, dopo i quali il Comune può procedere alla esumazione.

È da notare che, dati i tempi ridotti per la decomposizione, le amministrazioni comunali cercano di effettuare le rotazioni dei terreni in modo da lasciar riposare le salme il più a lungo possibile.

La cremazione consiste nel ridurre la salma tramite la combustione. La durata varia a seconda dell’essenza del legno del cofano, generalmente tra le 2 e le 3 ore. Il forno raggiunge la temperatura di 1000°.

Le ceneri della salma si distinguono da quelle del legno e, una volta raffreddate, vengono separate e messe in un’urna cineraria ermetica che può essere in legno, zinco, porcellana, bronzo, metallo, marmo, ecc.

Per poter procedere alla cremazione bisogna:

  • Redigere il testamento olografo (scritto di pugno), datato e firmato, recante la volontà di essere cremato; oppure redatto dinanzi ad un notaio.
  • Essere iscritto ad un’associazione per la cremazione riconosciuta (so.crem)
  • Essere iscritto nel Registro Comunale di cremazione

In mancanza di uno dei punti sopracitati si redigerà il “processo verbale” di fronte all’Ufficiale di Stato Civile del comune di decesso o di residenza in vita del defunto. Dovrà farlo il coniuge o, in mancanza di esso, dai figli o, a seguire, in base al Codice Civile i parenti più prossimi confermando che: “in vita il defunto aveva la volontà di essere cremato”.

Tale dichiarazione, escluso il coniuge dovrà essere presentata dal 50% +1 dagli aventi titolo di pari grado (Es. se il coniuge è in vita basta la sua volontà; se restano come parenti più prossimi 5 figli o a seguire nipoti, basterà che 3 di loro facciano il processo verbale.)

In caso di minori, la volontà deve essere espressa da entrambi i genitori o da chi esercita su di essi la potestà.

Per gli stranieri, in caso di assenza di parenti, di testamento o di iscrizione al Socrem, sarà necessaria una dichiarazione del rappresentante diplomatico o consolare dello Stato cui appartiene il defunto che richieda la cremazione del defunto stesso.

Nel caso di morte improvvisa, sospetta o violenta in cui è obbligo il nulla osta della Procura della Repubblica sarà necessario avere il nulla osta anche per la cremazione.

Se il defunto è portatore di pacemaker dovrà essergli asportato. Se non lo è si dovrà redigere una certificazione che lo comprova, se il decesso avviene in ospedale lo farà il medico necroscopo dopo aver visitato la salma.

La cremazione è un rito di antichissima tradizione. In Asia questa consuetudine si è mantenuta pressoché inalterata da millenni. Anche in Europa, presso i Greci ed i Romani, esisteva l’usanza di cremare i defunti. L’importanza del rito faceva sì che fosse riservata alle persone più nobili e famose.

L’ascesa del Cristianesimo e dell’Islamismo ne fecero decadere o vietare la pratica a favore della sepoltura. Solo negli ultimi secoli in Italia si è tornati a parlare di cremazione. In epoca recente la prima cremazione fu effettuata il 1822 per la salma del poeta inglese Percy Bysshe Shelley annegato nel golfo di La Spezia.

Il suo corpo fu bruciato sopra una pira di legna nella spiaggia di Viareggio per la volontà dell’amico Byron. Fu il primo atto di una lunga battaglia portata avanti da varie associazioni tuttora attivissime a favorirne la pratica. Nel 1876 venne inaugurato a Milano il primo forno crematorio nel mondo. Nel 1963 la Chiesa Cattolica toglie il divieto di cremazione e la relativa scomunica.

Attualmente in Italia sono attivi 48 forni crematori. Milano è stata la prima città Italiana a superare in cremazione gli altri tipi di sepoltura. La Città di Treviso, da quando ha aperto il Crematorio a Santa Bona, ha toccato recentemente il 70% in cremazioni rispetto ad altri tipi di sepoltura.

In Italia l’8% delle salme vengono cremate; in Inghilterra, in Svizzera, Repubblica Ceca, Svezia e Danimarca superano il 70% ed in tutto il mondo la pratica è in costante ascesa. Il primato spetta al Giappone con il 98% E’ possibile trasformare il carbonio presente nelle ceneri in diamanti, pratica nata in America e disponibile in Svizzera. Le gemme hanno una caratura minima di 0,10.

Nel Veneto, Campania, Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Toscana hanno legiferato la possibilità di tenere l’urna cineraria in casa o di disperdere le ceneri in cimitero nell’area dedicata, in proprietà private al di fuori dei centri abitati, in luoghi pubblici (fiumi, laghi, mari, montagne, ecc.), sempre che il comune interessato abbia adottato la legge.